Il tribunale di Napoli dispone l´assunzione a tempo indeterminato di tre insegnanti precarie. Miur condannato a pagare le spese legali sostenute dalla FGU

mercoledì 21 gennaio 2015
Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26 novembre scorso, oggi il tribunale di Napoli ha decretato la stabilizzazione delle tre insegnanti precarie (Raffaella Mascolo, Alba Forni e Immacolata Racca) che, grazie all´intervento della Federazione Gilda-Unams, sono riuscite a portare la loro causa all´attenzione dei giudici comunitari. 

Storica sentenza: la Corte di Giustizia Europea condanna l'Italia per aver reiterato contratti a temo determinato al personale della scuola.
Nell'attesa dell'entrata della Corte, l'aula piena di avvocati e di studenti universitari è calato un silenzio glaciale. L'emozione e l'attesa per lo staf di Gilda tv è stata grande, soprattutto quando il Presidente ha dato lettura al dispositivo riguardante la causa dei precari italiani.
SENTENZA UE PRECARI, GILDA DIFFIDA GOVERNO E AVVIA AZIONI LEGALI IN TUTTA ITALIA

Subito una diffida al Governo e poi, entro dicembre, al via in tutta Italia le iniziative giudiziarie per la stabilizzazione dei precari. E' questo il piano di azione deciso dalla Gilda degli Insegnanti dopo la sentenza con cui questa mattina la Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia per la violazione della Direttiva 1999/70/CE e giudicato illegittima la reiterazione, da parte della Pubblica amministrazione, dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi.

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La Gilda si propone di sostenere l’azione di ricorso avverso il D.M. 235/2014 finalizzato ad ottenere, per il triennio 2014-2017, l’inserimento nella fascia aggiuntiva o il reinserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente.

Cancellata anche la sanzione della barchetta. 

I docenti non sono soggetti ad oneri di archiviazione delle note che vengono loro inviate dai dirigenti scolastici.

Il decreto Brunetta non si applica ai docenti: per gli insegnanti, i dirigenti scolastici non possono andare oltre la censura

Le sanzioni disciplinari previste dal decreto Brunetta non si applicano ai docenti. E dunque, la sospensione dal servizio inflitta al docente dal dirigente scolastico è nulla per violazione del principio di legalità. Lo ha stabilito il Giudice del lavoro di Potenza con una sentenza depositata il 4 ottobre scorso (590/2013) accogliendo un ricorso patrocinato dalla Gilda degli Insegnanti di Potenza. La pronuncia fa il paio con la sentenza del Tribunale di Torino (1434/2013) con la quale il giudice ha spiegato all’amministrazione che i dirigenti scolastici non hanno titolo ad irrogare ai docenti sanzioni disciplinari oltre la soglia della censura.

La Gilda degli Insegnanti di Catanzaro, con piena soddisfazione informa che finalmente doto 7 anni si è conclusa definitivamente la vertenza per comportamento antisindacale intrapresa con il Dirigente Scolastico dell’ IPC “ Einaudi” di Lamezia Terme F. Cappelli.

Il docente non è tenuto ad essere reperibile durante le ferie, lo afferma la Corte di Cassazione.

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Arriva da Campobasso una sentenza del Giudice del lavoro nella quale emergono quattro certezze al riguardo delle ferie e dei permessi retribuiti:

1. Il Ds non ha alcun potere discrezionale;

2. Il Ds può solo controllare formalmente la domanda e la documentazione allegata;

3. Il Ds non può comparare le esigenze scolastiche con quelle dell’Insegnante;

4. Il Ds non deve verificare l’esistenza di costi aggiuntivi e la possibilità di sostituire l’insegnante che si avvale delle ferie o del permesso con altro personale in servizio.

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